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Firefly bianca vista 3/4 anteriore in un parcheggio, cielo nuvoloso, architettura moderna sullo sfondo.

Abbiamo provato Firefly, la cinese chic che sfida la Renault 5

La nostra prima prova della Firefly, risposta di Nio a Renault e Stellantis per la città con tanto design e autonomia di 330 km.

Non è ancora disponibile in Italia, ma la proposta cittadina ed economica di Nio, la Firefly, è già disponibile nei mercati i nordici tra cui la Danimarca, dove l’abbiamo provata in occasione di Elbilmessen, il Salone danese dedicato alle auto elettriche.

Una vettura che ha il difficilissimo compito di risollevare Nio dalla crisi in cui si trova, e che si pone nel mercato delle citycar con un design ricercato, interni ben fatti, tecnologia e un prezzo intorno ai 25,000 € con tutto incluso. Ecco com’è andata.

Dimensioni, guida e sensazione al volante

La Firefly misura circa quattro metri e ha un passo di 2,62 m: numeri da citycar ma con una vivibilità interna piacevole, anche al posteriore. Cinque porte, cinque posti e persino un frunk anteriore che torna sempre utile. La sorpresa più gradita è la trazione posteriore, caratteristica insolita in questo segmento che, insieme al multilink posteriore, regala maneggevolezza e comfort superiori alle aspettative.

Auto Firefly bianca in mostra, vista di 3/4 frontale in ambiente espositivo.
Image: china2move

Esteticamente ha forme un po’ squadrate che ricordano sia la Honda E, sia anche alcune vetture anni 70, con però il tocco moderno dato dai fari rotondi che creano un triangolo (o un fiore) presenti sia davanti che dietro, in entrambi i casi inseriti in una fascia nera.

Auto elettrica grigio chiaro, angolazione posteriore 3/4, in esposizione fiera auto, interno padiglione illuminato.
Image: china2move

Il motore dichiara 143 CV e durante la prova non è mancata la prontezza: i sorpassi e le riprese sono convincenti, e la vettura resta stabile anche viaggiando a 130 km/h. Il comportamento su strada dà la sensazione di un’auto ben messa a punto, non di un prodotto economico di compromesso.

Auto bianca in angolazione laterale, in mostra al chiuso con altre auto rosse sullo sfondo.
Image: china2move

Sotto la scocca c’è una batteria LFP da 41,2 kWh netti: l’autonomia WLTP si attesta tra i 320 e i 330 km a seconda dell’allestimento. La ricarica rapida arriva fino a 100 kW e, interessante, la curva di ricarica è sostanzialmente piatta: si mantiene una buona potenza dall’inizio alla fine della sessione.

Auto elettrica Firefly, bianca, frontale con cofano aperto, esposta in uno showroom interno su tappeto blu.
Image: china2move

A casa invece la ricarica in AC arriva a 11 kW, più che sufficiente per l’uso quotidiano urbano.

Interni e dotazione

L’abitacolo è pulito e contemporaneo: possibilità di tinte in nero o bianco, rivestimenti in similpelle e ampio uso di materiali riciclati. Il volante è essenziale, con solo due pulsanti — uno per l’audio e uno per il cruise adattivo — mentre tutte le altre funzioni sono gestite dal grande schermo centrale da 13,2″.

Interni beige avanzati di un'auto futuristica con volante e display digitale, vista laterale in un ambiente moderno.
Image: china2move

Per il prezzo richiesto la dotazione è ricca: impianto audio da 640 W con 14 altoparlanti, Apple CarPlay/Android Auto wireless a sorpresa (sulle Nio non c’è), luci full LED, vetri acustici, sedili riscaldati e regolabili elettricamente, illuminazione ambientale e chiave digitale. Un dettaglio pratico e simpatico: il sedile posteriore destro si può ribaltare rivelando un vano nascosto utile per un laptop o piccoli oggetti.

Cosa funziona e cosa no

Tra i punti forti ci sono il rapporto qualità/prezzo, la dotazione sorprendentemente ricca e una guida che convince più di quanto la categoria suggerirebbe.

Dall’altra parte, però, restano alcune pecche: il sistema di assistenza alla guida “Pilot” è ancora troppo invadente e produce troppi segnali acustici che se non disattivati diventano fastidiosi.

Ruota laterale di un'auto bianca su pavimento dorato. Vista ravvicinata del pneumatico e cerchio in lega nera.
Image: china2move

La Firefly non è una sorpresa casuale: è la dimostrazione che i produttori cinesi sono ormai in grado di consegnare auto progettate con buon senso, adatte al pubblico europeo e con un rapporto qualità/prezzo aggressivo. Il debutto in Danimarca (dove è tra le finaliste al premio Auto dell’anno locale) e in alcuni paesi d’Europa è discreto ma significativo: la “lucciola” arriva da molto lontano e potrebbe mettere in difficoltà i concorrenti nel segmento delle citycar elettriche.

La vettura ha molto potenziale per poter piacere in Italia, dove i marchi cinesi spesso sono accolti con un po’ meno diffidenza rispetto alla più conservatrice Danimarca, e lo dimostrano il successo di MG, Omoda e Jaecoo, ma anche della Leapmotor T03, che è più economica ma anche meno spaziosa.

Interni Firefly, prospettiva laterale. Design minimal con volante e schermo digitale in showroom.
Image: china2move

Al momento non ci sono notizie su un possibile debutto di Firefly in Italia, dato che quello di Nio viene da anni rimandato. Forse, però, lei è la vettura giusta con cui il gruppo di William Li potrebbe entrare nel nostro mercato.

Robin Grant

Robin Grant aka Roberto Mazza è un blogger con la passione della scrittura. La sua carriera ha inizio come recensore automobilistico, dove ha affinato la sua capacità di analizzare veicoli in modo approfondito e appassionato. La sua straordinaria passione per i paesi nordici lo ha spinto a creare il sito www.noglen.eu, dove condivide la storia e la cultura affascinanti di queste regioni.