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La Cina punta sui semiconduttori prodotti in casa: l’impatto sull’industria automobilistica

Come l'investimento cinese nei semiconduttori può trasformare l'industria automobilistica locale rendendo i marchi nazionali sempre più competitivi.

La strategia della Cina nel settore dei semiconduttori, intensificata a seguito delle restrizioni commerciali imposte dagli Stati Uniti e dai loro alleati, coinvolge anche il automobilistico dei i marchi cinesi. L’industria automobilistica, sempre più dipendente dalla tecnologia avanzata dei semiconduttori per funzionalità come la guida autonoma, la connettività e l’efficienza energetica, si trova di fronte a una potenziale trasformazione guidata dagli sforzi cinesi di autosufficienza nel campo dei chip.

Come riportato un in interessante articolo dell’Economist, l’imponente investimento del governo cinese nel settore dei semiconduttori, stimato in circa 150 miliardi di dollari nell’ultimo decennio, e la crescente collaborazione tra aziende tecnologiche e produttori di chip locali come Huawei, smic e Empyrean, indicano un chiaro intento di ridurre la dipendenza da fornitori stranieri. Vediamo allora come la strategia che vuole portare verso l’indipendenza tecnologica potrà avere implicazioni profonde per i marchi automobilistici cinesi.

Chip nazionali, vantaggio competitivo

huawei building
Image: Open Grid Scheduler / Grid Engine CC0 1.0.

In primo luogo, l’incremento della capacità produttiva e tecnologica nel campo dei semiconduttori potrebbe tradursi in un vantaggio competitivo per i costruttori di automobili cinesi. Con un accesso più diretto e potenzialmente meno costoso ai chip necessari per le moderne vetture, questi marchi potrebbero accelerare lo sviluppo di nuove tecnologie, migliorando l’efficienza, la sicurezza e le prestazioni dei loro veicoli. Questo scenario potrebbe anche favorire una maggiore integrazione verticale, con i costruttori che possono esercitare un maggior controllo nella catena di fornitura dei componenti critici.

Non si parla di “oggi”. Nonostante gli sforzi per avanzare nella produzione di chip di piccole dimensioni, come quelli da 7nm e 5nm, la Cina rimane infatti tecnologicamente un passo indietro rispetto ai leader del settore come Samsung e tsmc. Questo gap tecnologico potrebbe limitare, almeno nel breve termine, la capacità dei marchi cinesi di competere su un piano di parità con i giganti globali dell’automobilismo in termini di innovazione e prestazioni dei veicoli.

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Rischi e costi

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Image: china2move

Non si tratta comunque di un percorso semplice e privo di ostacoli. La transizione verso una maggiore indipendenza nei semiconduttori comporta rischi e costi. L’adozione di tecnologie e attrezzature locali, benché supportata da ingenti sussidi statali, potrebbe incontrare ostacoli in termini di qualità, efficienza e compatibilità con gli standard globali. Questo processo di apprendimento e adattamento richiederà tempo e risorse, e i suoi esiti sono tutt’altro che garantiti.

Nonostante queste incertezze, la determinazione della Cina a sviluppare un ecosistema nazionale di produzione di semiconduttori è chiara. Per i marchi automobilistici cinesi, questo rappresenta un’opportunità unica di crescita e di affermazione sul mercato globale. La capacità di navigare in questo paesaggio in evoluzione, sfruttando le sinergie tra il settore tecnologico e quello automobilistico, sarà cruciale per il loro successo futuro.

 

Gianluca Pezzi

Giornalista che arriva dall’esperienza decennale di Blogo dove è stato direttore per diversi anni, e dove nel settore motori ha dato slancio ad Autoblog.it e Motoblog.it, punti di riferimento del settore per un decennio. Nel 2022 inizia l'avventura con China2Move.