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L’UE imporrà dei dazi extra contro le auto elettriche cinesi?

L'Unione Europea ha quasi concluso la sua indagine contro il dumping di stato delle auto cinesi, che avranno ulteriori dazi

L’indagine dell’Unione Europea contro il dumping di stato a favore dei costruttori cinesi continua e sembra portare ai primi risultati, dopo che i primi finiti nel mirino di Bruxelles sono stati Great Wall Motors, BYD e Geely.

La Commissione, infatti, prevede di avviare la registrazione doganale delle importazioni cinesi di veicoli elettrici con effetto immediato una volta approvata, e ciò implicherebbe un immediato aumento dei prezzi dei veicoli colpiti dalle nuove tariffe, qualora l’indagine concluderà che tali auto stiano ricevendo dei sussidi ingiusti.

Come procede l’indagine UE

In un documento pubblicato il 6 marzo 2024, che fa seguito a quanto scritto nella giornata del 4 (qui la versione ufficiale in italiano), la Commissione dichiara di avere le prove sufficienti per dimostrare che i veicoli elettrici cinesi venivano sovvenzionati, tanto da aumentare del 14% le importazioni su base annua dall’avvio dell’indagine, nell’ottobre 2023.

Nel documento ufficiale, paragrafo 42, si legge:

In tali inchieste la Commissione ha constatato l’esistenza nella RPC di un intervento pubblico sostanziale che falsa l’efficace allocazione delle risorse conformemente ai principi di mercato10. La Commissione ha concluso, in particolare, che nel settore dell’acciaio, che fornisce la principale materia prima per fabbricare il prodotto oggetto del riesame, non solo persiste un livello elevato di proprietà del governo della RPC, ma il governo della RPC è anche in grado di interferire nella determinazione dei prezzi e dei costi attraverso la presenza statale nelle imprese. La Commissione ha inoltre constatato che la presenza e l’intervento dello Stato nei mercati finanziari e nella fornitura di materie prime e fattori produttivi esercitano un ulteriore effetto distorsivo sul mercato. Di fatto nel complesso il sistema di pianificazione nella RPC fa sì che le risorse, invece di essere assegnate in linea con le forze del mercato, siano concentrate in settori designati dal governo della RPC come strategici o comunque politicamente importanti“.

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A questi documenti, farà seguito la pubblicazione del piano definitivo nella Gazzetta ufficiale dell’UE, nei prossimi giorni.

Gli effetti sul mercato elettrico

Che cosa potrebbe comportare tale decisione, nell’atto pratico? In primis una riduzione del numero di elettriche accessibili, al momento. Senza fraintendimenti, è encomiabile la volontà di preservare l’industria europea, ma ancora non è chiarissimo chi colpirà la misura: auto cinesi di produttori cinesi, o auto cinesi anche di marchi europei dato che, ad esempio, Geely controlla Volvo?

BYD Seal
Image: BYD

In ogni caso, la Camera di Commercio Cinese presso l’UE si è detta delusa dalla mossa, dichiarando che l’aumento delle importazioni delle auto cinesi non è dovuto al dumping, ma al generale aumento della domanda europea di veicoli elettrici.

Al momento, BYD e SAIC, tramite MG, propongono alcune delle auto elettriche più economiche in tutta Europa, ma i dazi potrebbero svantaggiarle, proprio mentre arrivano proposte europee valide come la nuova Renault 5 E-Tech.

Robin Grant

Robin Grant aka Roberto Mazza è un blogger con la passione della scrittura. La sua carriera ha inizio come recensore automobilistico, dove ha affinato la sua capacità di analizzare veicoli in modo approfondito e appassionato. La sua straordinaria passione per i paesi nordici lo ha spinto a creare il sito www.noglen.eu, dove condivide la storia e la cultura affascinanti di queste regioni.