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Baic e DR provocano, Cirelli risponde: la battaglia a suon di comunicati

Cirelli Motor Company risponde alle accuse di irregolarità di Baic e DR nella commercializzazione dei modelli Cirelli 2 e Cirelli 4.

Nei giorni scorsi una dichiarazione congiunta di Baic e DR Automobiles Group spiegava la posizione del costruttore cinese riguardo alle sue attività in Europa. Baic, un importante produttore di autoveicoli, motoveicoli e mezzi commerciali e militari con sede a Pechino, ha  infatticonfermato che non ha alcuna relazione o partnership con CMC (Cirelli Motor Company).

Secondo la nota, l’unico partner europeo ufficiale e referente per Baic è DR Automobiles Group, un’azienda molisana con la quale ha stabilito un forte rapporto sin dall’inizio delle sue attività.

La precisazione arriva in seguito alle informazioni riguardanti Cirelli CMC, che stava promuovendo i prodotti Baic sotto un nome diverso e senza l’autorizzazione di Baic. La società cinese ha reagito, comunicando a CMC S.r.l. di cessare immediatamente tutte le attività correlate ai suoi veicoli.

Tutte regolari le attività di Cirelli Motor Company

E non è tardata ad arrivare la risposta di Cirelli. Secondo una nota diramata dalla società, Cirelli Motor Company segnala che non vi è alcuna irregolarità nelle sue attività di commercializzazione dei modelli Cirelli 2 e Cirelli 4, contrariamente a quanto dichiarato ed emerso in data odierna alla stampa.

Cirelli Motor Company smentisce, dunque, di aver mai promosso i prodotti Baic SOSTITUENDOSI AL NOME DEL COSTRUTTORE, ma tutte le trasformazioni sul veicolo sono conseguenza di rigorosi controlli effettuati da funzionari tecnici abilitati dal Ministero dei Trasporti Italiano.

Cirelli spiega come funziona la normativa Europea: le vetture e i ricambi Baic vengono introdotti in Europa da importatori e la partnership con l’azienda citata non limita la libera commercializzazione dei prodotti regolarmente venduti da Baic ad altri soggetti in Europa.

La normativa Europea prevede, infatti, che il soggetto importatore di prodotti extra UE debba comunicare la denominazione commerciale (in questo caso “Cirelli”) ed il nome del costruttore (in questo caso “Baic”). In totale trasparenza verso la propria clientela e in conformità con le leggi in vigore, Cirelli Motor Company ha sempre dichiarato il costruttore Baic nei modelli 2 e 4, vedi sito internet o carta di circolazione.

Essendo veicoli di provenienza cinese, la denominazione commerciale è d’obbligo per legge e la stessa è a favore degli utenti finali che è evidente non possano rivolgersi a Baic-Cina per vizi o difetti, ma che trovano nella Cirelli Motor Company l’interlocutore per qualsiasi problema, difetto o la sola necessità di reperibilità dei ricambi sulle automobili acquistate in tutta la propria rete italiana.

Il comunicato conclude in maniera piuttosto decisa: la società Cirelli Motor Company non ha, altresì, bisogno di alcuna autorizzazione da parte di Baic in quanto non ha alcuna volontà di sostituirsi nella denominazione come costruttore. Si limita, infatti, a commercializzare il prodotto assumendosi l’intera responsabilità, come da normativa Europea.

Claudio Ferrari

Blogger da sempre appassionato di aeronautica e automobili, sono affascinato dalla continua evoluzione della tecnologia. Mi piace viaggiare, ovviamente in aereo, conoscere nuove culture e fare nuove esperienze.